5G: chi lo conosce? Qualcosa di grosso sta accadendo

pubblicato in: Arte e Comunicazione, lavoro e vita | 0
Signal from a phone shown as concentric rings coming from a pedestrian walking on London Bridge.

Alzi la mano chi non ha sentito parlare di 5G in questo periodo?
Alzi la mano chi veramente conosce cosa sia e cosa implichi davvero, in termini di benefici per la vita quotidiana e di possibili rischi per la salute? Forse iniziamo ad essere in tanti ad alzare la mano alla prima domanda, ma siamo ancora in pochi ad alzarla per la seconda.

Non so voi ma io vorrei alzarla e vorrei, anche, conseguentemente, scegliere se dire sì o no al 5G.
Purtroppo sembra sia troppo tardi per dire sì o no, per varie ragioni:
– nessuno ce lo ha chiesto.
– ad ottobre scorso lo Stato ha venduto all’asta le frequenze 5G alle compagnie telefoniche che hanno pagato miliardi per averle.

Queste ed altre informazioni sono state apprese ad un incontro pubblico informativo organizzato a Santarcangelo di Romagna lo scorso 21 luglio, che ha visto come relatori Fausto Bersani, docente di fisica e consulente della Federconsumatori di Rimini, ed Elisabetta Saviotti, psicologa e referente di Stop 5G per Romagna e Italia.

Il prof. Bersani ha illustrato con completezza e chiarezza come sia aumentato in questi anni il livello di inquinamento elettromagnetico a cui sono sottoposte le persone e l’ambiente e come aumenterà in maniera esponenziale con l’arrivo del 5G.

Il 5G porta con sè diverse funzioni ad oggi impensabili o solo sfiorate: gli annunciati vantaggi vanno dalla possibilità di scaricare un film in 30 secondi alla guida automatica (robotizzata) delle auto, dall’avviare la lavatrice mentre facciamo footing ad eseguire un’operazione chirurgica “da remoto”, cioè a distanza.
E’ sbagliato rendere possibili funzioni mediche utili nei momenti di emergenza? Sicuramente no.
Ma l’impressione è che sia eccessivo estendere il “super segnale” in tutto il territorio nazionale! (ed europeo, e mondiale). Ci hanno chiesto se per noi è così importante avviare l’aspirapolvere con un comando vocale mentre guidiamo l’auto? O smettere di guidare l’auto?

Le persone che stanno organizzando incontri pubblici informativi e le tante che stanno partecipando, non capiscono perchè qualcuno ha deciso che è giusto mettere antenne 5G ovunque (saranno necessarie micro-antenne ogni pochi metri) e migliaia di satelliti in più nello spazio, senza chiederlo alle persone e senza darci tutte le informazioni, ma solo pubblicità alla tv dove ci dicono che il 5G è il futuro. Di chi? E come sarà?

Se pensiamo agli effetti sulla salute e sull’ambiente, nessuno lo sa con certezza. Quello che si sa è che se era raccomandato l’auricolare con gli altri “G” (dal 2 al 4) ora ci chiediamo cosa servirebbe per proteggerci dalle “onde” 5G: una tuta spaziale? Nessuno esclude il rischio di danni fisici e mentali, senza pensare alle possibili conseguenze ambientali e sociali.

Gli studi e le testimonianze raccolta fino ad oggi, che il prof. Bersani ha comunicato nel corso della serata, e che vengono esposti anche nei tanti altri incontri organizzati in tutto il Paese, parlano di un rischio non studiato fino in fondo o, peggio, “ignorato” là dove andava approfondito. Ancora una volta, il dubbio è che gli interessi economici stiano calpestando il diritto delle persone a vivere sani e ad esercitare il sacrosanto diritto di scegliere come farlo.

Impossibile esaurire tutti i possibili scenari che la tecnologia 5G sta aprendo per la vita delle persone, nel bene e nel male, ma la preoccupazione è che la parte negativa farà pagare un prezzo troppo alto. Le persone devono sapere a cosa si va incontro ed avere la libertà di decidere se dire sì o no al 5G.

Ma davvero vogliamo andare più veloci di così?
Per quanto mi riguarda il 4G è già più che sufficiente, e inoltre ancora oggi non conosciamo i suoi effetti sulla salute in modo completo, figuriamoci con il 5G (molto più veloce e potente).
Le domande sono infinite: perchè non applicare il 5G solo dove effettivamente serve a salvare vite? Perchè tutta questa fretta nell’attivarlo ovunque? Chi lo vuole questo 5G? E perchè? Le risposte sono solo ipotesi e nessuna sembra essere confortante…

Oltre ad attivarci socialmente cosa possiamo fare nel nostro piccolo per difenderci dalle onde elettromagnetiche?
Senza rinunciare al cellulare e alla connessione internet, sono sempre validi i consigli di:
– usare l’auricolare mentre si telefona
– non usare il cellulare in auto o in treno
– cercare di tenere i cellulari appoggiati in un posto lontano almeno 2 metri da noi
– spegnerli la notte e non tenerli vicino a sè
– spegnere il modem nelle ore notturne
– staccare le spine di ogni apparecchio elettrico o elettronico quando non lo si usa

Tutto questo non può essere sufficiente a difenderci in modo totale, soprattutto col 5G che è molto più potente, ma può aiutare le cellule del nostro fisico a rigenerarsi nelle ore di riposo, senza essere sempre bombardate da onde elettromagnetiche.

Ho voluto condividere alcuni contenuti esposti nel corso dell’incontro a cui ho assistito. Sono andata alla serata a titolo personale e poi ho sentito la responsabilità di avvisare le persone che per vario motivo non vengono raggiunte dalle informazioni, che qualcosa di grosso sta accadendo. Il disinteresse in cui ci catapulta a volte la frenesia della vita quotidiana, non può essere un motivo sufficiente per coloro che ci “amministrano” a non consultarci o a non considerarci prioritari per il loro compito di tutela della vita dei cittadini.
Invito tutti a non accettare questo avvento del 5G in modo passivo (e anche di ogni altra scelta incomprensibile) ma ad informarsi e poi ad attivarsi per chiedere una tecnologia giusta e umana. Sul web, in particolare su Facebook, si trovano molte notizie sulle varie iniziative del movimento Stop5G Italia. Non si tratta di “fare” i complottisti ma di essere cittadini che si informano.

Questo articolo è stato preso dal blog di Miriam Fusconi: https://chebelloblog.blogspot.com/2019/07/5g-chi-lo-conosce-davvero-qualcosa-di.html

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